
Si trova nelle vicinanze dall’Arsenale e venne chiamata “della Vigna” ...
...a causa dei vigneti coltivati nel monastero della Chiesa durante il 1500.
I primi lavori di costruzione di questo edificio furono cominciati dal Doge Andrea Gritti che venne poi sepolto al suo interno in segno di ringraziamento.
I lavori poi vennero continuati e ultimati da Jacopo Sansovino nel 1554. Ma non tutta la chiesa è da attribuire a lui!!! Infatti la facciata fu commissionata al Palladio, probabilmente visto l’ottimo lavoro portato a termine nella Basilica di Castello.
La decisione venne presa perchè Sansovino non era in grado di armonizzare la fronte di un’edificio ad ala unica con il progetto delle chiese Cristiane che si usava in quel periodo. Palladio vi riuscì collocando un timpano centrale più grande e due semitimpani ai due lati. Questa progettazione riscontrò talmente tanto successo che fu ripetuta su moltissimi altri edifici, a volte arricchiti anche con altri dettagli come le grandi scalinate, ma il progetto di base rimaneva lo stesso. Un esempio lampante è dato dalla Chiesa del Redentore nell’isola della Giudecca, una delle più famose chiese di Venezia.
Il monastero della chiesa, dove un tempo venivano coltivate le vigne, è ora in parte utilizzato per ospitare varie mostre o esposizioni della Biennale. In parte è invece occupato dall’antico cimitero dove sono sepolti molti nobili veneziani .
Nel convento si può trovare anche una delle più antiche biblioteche della città: alcuni esperti dicono addirittura possa risalire al 1260 ma il primo documento comprovante la sua esistenza è un editto del papa Eugenio IV del 1437 (quindi è impossibile stimare la data esatta della realizzazione).
Grazie a molte donazioni la biblioteca fu allargata con numerosi nuovi spazi , anche se poi durante le invasioni napoleoniche subì molti danni strutturali. Ad oggi viene usata dall’Istituto di Studi Ecumenici di San Bernardino, grazie alle grandi dimensioni e numerosi spazi ospita 80000 libri contemporanei e 13000 testi antichi.





