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Il centro storico di Venezia ha il suo cuore nel Sestiere di San Marco. La sua millenaria tradizione...

 

 

...fa si che questo quartiere sia quello più ricco di opere d’arte, ma soprattutto di storia. Inoltre, data la posizione strategica della Piazza, questo Sestiere è sempre stato al centro della vita economica e politica della città.

È collegato al resto della città tramite il ponte più famoso di Venezia (Rialto) e quello per così dire “provvisorio” dell’Accademia. Inoltre confina anche con i Sestieri di Cannaregio e Castello. L’isola di San Giorgio, che si può ammirare dalla piazzetta è anch’esso parte integrante di San Marco.

Qui di seguito vi proponiamo un itinerario “su misura”, che non vuol certo aver la presunzione di essere perfetto, semplicemente è un percorso tematico consigliato tra i tanti che si potrebbero creare e provare.
Partiamo (giusto per non smentirci) dalla Basilica, lasciandocela però alle nostre spalle. Da qui vogliamo darvi un introduzione alla Piazza, e spiegarvi come si presenta: da sinistra verso destra abbiamo l’imponente Campanile, alto quasi 100 metri, a seguire le Procuratie Vecchie (XII secolo), l’Ala Napoleonica (dov’è ospitato uno dei musei più importanti della città, il Museo Correr) le procuratie nuove e, recentemente restaurata, la Torre dell’Orologio. Una curiosità: l’ala napoleonica fu fatta costruire, come ci dice il nome stesso, da Napoleone al posto della vecchia Chiesa di San Gimignano.

Dopo questa breve introduzione ci giriamo ad ammirare la Basilica di San Marco. Forse non tutti sanno che viene chiamata anche Basilica Marciana (si trova infatti vicino alla Biblioteca Marciana) ed è l’esempio più eclatante di architettura bizantina in Italia. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, questa non è la prima Chiesa dedicata al santo patrono della città. La Basilica infatti fu consacrata e costruita nel 1094, sulla falsariga di quella preesistente. Possiamo però far risalire già all’828 la prima Chiesa dedicata al santo, costruita per conservare le preziose reliquie recuperate ad Alessandria d’Egitto da due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello.

La leggenda vuole che un anno dopo la consacrazione della Basilica, come detto, nel 1094, le reliquie di San Marco furono miracolosamente rinvenute in un pilastro della Basilica, nascosto durante i lavori.

Le decorazioni che rendono la Basilica il capolavoro che oggi tutti conosciamo vennero apportate nei secoli immediatamente successivi alla consacrazione. Mosaici, sculture, marmi, nulla fu lasciato al caso. Molte opere poi, derivano da vari bottini di guerra. La famosissima Quadriga, ad esempio, fu razziata durante una crociata a Costantinopoli, così come i Tetrarchi, dal 1204 ormai a Venezia. Essi rappresentano due cesari e due augusti stretti in un abbraccio atto a simboleggiare la fratellanza che doveva garantire la successione dell’Impero Romano.

Oltre la Basilica, spingendoci verso la Laguna, non si può non rimanere affascinati dallo splendore che circonda Palazzo Ducale, una volta sede del Doge, oggi museo civico. Una storia tormentata accompagna il Palazzo, oggetto di vari incendi durante la sua storia, inizialmente costruito come castello ma ricostruito completamente nel 1577 a seguito di un incendio.
Affascinante dall’esterno, sicuramente bellissimo all’interno. Merita sicuramente di essere visitato, così come merita di essere prenotato il tour organizzato al suo interno “Itinerari Segreti”. Questo vi permetterà di accedere ad alcune zone del Palazzo normalmente chiuse al pubblico, vi permetterà di passare il Ponte dei Sospiri dal ponte stesso (cosa non da tutti), e di visitare le famose prigioni. Normalmente, infatti, il Ponte lo si può ammirare dal Ponte della Paglia da Riva degli Schiavoni.
Lasciando Palazzo Ducale, sicuramente avrete notato sul lato del Bacino di San Marco le Colonne che delimitano il palazzo stesso e la Biblioteca Marciana. Ebbene esse sono le Colonne di San Marco e di San Teodoro. I due edifici e le due colonne rappresentano l’ingresso a una delle piazze più famose al mondo per chi proviene dall’acqua.

Torniamo in Piazza San Marco e attraversiamola lasciandoci la Basilica alle spalle. Passiamo oltre l’Ala Napoleonica e dirigiamoci in Calle Larga XXII Marzo. Subito veniamo colpiti dalla bellezza della Chiesa di San Moisé (1668): se ne avete tempo, merita una visita. Al suo interno vi sono molti dipinti, tra i quali spicca “La Lavata dei Piedi” di Tintoretto.
Calle Larga XXII Marzo oggi è la “via dello shopping” per eccellenza, ma attenti: potreste presto ritrovarvi il “portafogli svuotato”. Nella zona sono infatti presenti moltissime firme famose: Prada, Louis Vuitton, Gucci, Bulgari, Valentino, Cartier…
Prima di procedere verso l’Accademia, merita sicuramente una visita (almeno da fuori), il Teatro La Fenice, distrutto due volte da un incendio, l’ultima, recente, nel 1996, progettato originariamente nel 1790 da Gian Antonio Selva. Oggi è il più importante teatro lirico di Venezia.
Campo Santo Stefano è la nostra prossima tappa (sede a Natale di un tipico mercatino) e, proseguendo, incontriamo il “provvisorio” Ponte dell’Accademia prima e Palazzo Grassi poi, che ospita moltissime mostre d’interesse mondiale.

Alternativamente a questo giro proposto, passando sotto le Procuratie Nuove all’incrocio con l’Ala Napoleonica, a 10 minuti di distanza si trovano il Ponte di Rialto, il Ponte più famoso della città dalla cui sommità si gode di una spettacolare vista, e Campo San Bartolomeo.
A fianco del Ponte ammiriamo il Fondaco dei Tedeschi, un tempo sede del commercio tra veneziani e tedeschi.

Lo sapevate che…
La classica “ombra” di vino che si beve a Venezia deve questo suo nome agli ex venditori di vino in Piazza San Marco che si riparavano dal sole all’ombra del Campanile?



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